Alla Camera di Commercio il confronto promosso da CDTI e PromoFirenze ha riunito istituzioni, imprese ed esperti per affrontare le scelte concrete della trasformazione digitale.
Portare l’intelligenza artificiale nei processi produttivi, proteggere la continuità aziendale, trovare le risorse per investire: sono queste le esigenze reali delle PMI che hanno guidato il confronto de “L’innovazione utile”, l’appuntamento alla Camera di Commercio di Firenze promosso dal CDTI ETS, PromoFirenze e la Camera di Commercio, con il patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana. Due panel e tre laboratori hanno messo a confronto esperienze imprenditoriali, competenze digitali e strumenti finanziari, con l’obiettivo di aiutare le aziende a tradurre l’innovazione in risultati.
I temi sul tavolo
In apertura, Massimo Manetti, presidente della Camera di Commercio di Firenze, ha dato il benvenuto ai relatori e ai partecipanti, richiamando l’importanza dei temi della giornata per le PMI fiorentine: intelligenza artificiale, sicurezza informatica e accesso alla finanza richiedono un confronto tra imprese, istituzioni e professionisti, per offrire un supporto concreto alle aziende che vogliono investire e crescere.
Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, ha richiamato il rischio di perdere competitività mentre altri Paesi accelerano gli investimenti in innovazione. In questo contesto, il compito delle istituzioni, ha sottolineato, è aiutare soprattutto le realtà più piccole ad accedere agli strumenti innovativi: ogni investimento della singola impresa contribuisce allo sviluppo dell’intera regione.
La presidente del CDTI Maria Pia Giovannini ha presentato il contributo del Club all’innovazione digitale del Paese: mettere le esperienze di manager e professionisti a disposizione della società, accompagnando i cambiamenti organizzativi e sociali legati alle nuove tecnologie. Comprendere come l’IA modifica il lavoro e come la cybersecurity permette alle aziende di continuare a operare significa allora costruire una comunità che le sostenga nelle loro scelte primarie.
Bettina Giordani, presidente della Commissione Startup del Club, ha illustrato questo approccio in modo concreto, richiamando il percorso di mentorship per startupper, Futura, inaugurato sei anni fa, attraverso le esperienze di tre startup: Ollipay, che collega il welfare aziendale alle attività economiche locali; STS Lab, impegnata a far comunicare le macchine nei settori della moda e della nautica; NYOUS, che personalizza l’informazione trasformandola anche in video e podcast. Per queste startup, ha evidenziato, una comunità di riferimento può offrire accompagnamento e diventare il primo contesto in cui sperimentare l’adozione delle soluzioni.
Panel 1 — L’IA nel lavoro e l’innovazione delle filiere
Luca Bassilichi, vicepresidente della Commissione Startup CDTI e moderatore del primo panel, ha proposto uno sguardo d’insieme su tecnologie, competenze e organizzazione: il passaggio da mero adempimento a opportunità di crescita richiede infatti una visione di sistema, soprattutto per applicare IA e Internet delle cose alle specificità della manifattura toscana, dalla moda alla nautica e alla meccanica.
Alessandro Sordi, AD di Nana Bianca e StartupItalia, ha individuato nei luoghi d’incontro, nella valorizzazione dei talenti e nella collaborazione con le startup le condizioni per innovare. L’opportunità per il territorio è quindi di utilizzare i dati accumulati nelle fabbriche e nei mestieri, portando intelligenza artificiale e robotica dentro il patrimonio manifatturiero e viceversa.
Il valore della fiducia è emerso poi nell’esperienza raccontata da Pietro Angelini, direttore generale del Consorzio Navigo: partito dal basso nel percorso della nautica toscana, passato in vent’anni da sette a duecento clienti e cresciuto anche grazie al sostegno regionale e a oltre duecento progetti di ricerca, il Consorzio è oggi, come ha ricordato, il più grande centro servizi della nautica in Europa. La fiducia, ha sottolineato, si costruisce portando mercato e lavoro alle imprese del comparto.
L’intervento di Alessandro Pacenti, presidente del Consorzio Physis, si è invece concentrato sulla simbiosi industriale, che nella sua esperienza è unita indissolubilmente alla definizione degli standard: essere presenti nei contesti UNI e ISO consente alle imprese di contribuire alle regole del proprio settore; regole che gli italiani in genere subiscono, mentre dovrebbero imparare a diventarne promotori. Riunire aziende che coprono un’intera filiera permette inoltre di affrontare dinamiche che superano le possibilità del singolo operatore.
È intervenuto poi Vincenzo Vitiello, vicepresidente della Commissione Cybersecurity del CDTI, ricordando come la diffusione della tecnologia in ogni funzione aziendale renda ormai la cybersecurity una responsabilità che non può essere interamente delegata: un attacco può oggi compromettere prodotti, reputazione e attività di intere filiere.
È stata poi la volta di Giuseppe Scognamiglio, fondatore e direttore di eastwest, il quale ha indicato nell’innovazione e nell’apertura a nuovi mercati due strumenti per incrementare il fatturato. Per le PMI, protagoniste dell’export italiano, competenze e informazioni aggiornate sui mercati esteri diventano quindi risorse necessarie per esportare di più e meglio.
Nel descrivere l’impatto delle nuove tecnologie, Vincenzo Santoro, presidente della Commissione AI CDTI, ha invece usato la metafora della motocicletta: alla spinta dell’IA devono corrispondere almeno tre aspetti imprescindibili, ovvero delle strade percorribili, cioè processi aziendali adeguati; dei freni, cioè delle regole in cui instradare i processi; infine, capacità di guida, ovvero le competenze. Per questo le aziende devono dotarsi di una governance e formare le persone.
Ha poi presentato il position paper del CDTI intitolato “Il lavoro aumentato dall’AI”, Monica Gabrielli, vicepresidente della Commissione AI, studio dedicato al passaggio necessario dal mero uso degli strumenti al lavoro consapevole da operare con l’intelligenza artificiale. Rivolto in particolare alle PMI, il documento propone modelli agili per accrescere la maturità delle organizzazioni nell’impiego dell’IA. Gabrielli ha richiamato la necessità di policy e linee guida condivise, anche per governare un utilizzo che può essere già diffuso tra i dipendenti all’insaputa dell’azienda e influenzarne risultati e decisioni. Il Paper è scaricabile dal sito CDTI. Durante il suo intervento, la vicepresidente ha inoltre illustrato i risultati delle due survey sottoposte alla platea su come viene impiegata l’IA nei processi aziendali: ne è emerso un uso estremamente diffuso, ma consapevole, con una forte propensione al controllo di quanto prodotto dagli LLM.
Sul fronte della sicurezza è intervenuta Laura Castellani, presidente della Commissione Cybersecurity del CDTI, la quale ha illustrato il lavoro di supporto alle piccole imprese e alle amministrazioni, anche attraverso un manuale, di prossima pubblicazione, per orientarsi tra i nuovi obblighi della NIS2. Nella sua ottica, l’analisi del rischio permette di riesaminare i processi interni e proteggere la continuità operativa, rendendo la prevenzione un investimento sul futuro dell’azienda.
Panel 2 — Le risorse per finanziare l’innovazione
Il secondo panel, moderato dal giornalista Francesco Selvi, ha affrontato il rapporto tra investimenti, credito e finanza complementare.
Giorgio Occhipinti, segretario della Commissione regionale ABI Toscana, ha osservato che l’innovazione dimostra la propria utilità quando produce crescita reale. Per finanziarla occorre però conoscere gli interlocutori e gli strumenti disponibili: il rapporto storico con le banche resta centrale, ma il ricorso al mercato dei capitali è ancora marginale, anche per mancanza di informazione.
Sul punto, è intervenuta con decisione anche Anna Marucci, Head of Debt and Funds Listing Italy di Borsa Italiana, Euronext Group, che ha presentato minibond e basket bond come strumenti per avvicinare gradualmente le PMI proprio al mercato dei capitali. L’esperta ha presentato anche un interessante case study che dimostra come, da un primo minibond, possa aprirsi un percorso più ampio, che attraversa il programma ELITE e la quotazione, accompagnando la crescita aziendale nel corso degli anni.
È intervenuto poi Fabio Cacioli, direttore della Direzione Attività produttive della Regione Toscana, il quale ha evidenziato la necessità di ampliare gli strumenti a disposizione delle PMI e di favorirne l’effettivo utilizzo, anche attraverso un cambiamento culturale. Particolare interesse hanno riscontrato le misure regionali per reindustrializzazione, ricerca e sviluppo, digitale e internazionalizzazione. Cacioli ha inoltre richiamato il ruolo dei minibond e degli interventi sulle filiere.
Sul tavolo, anche l’esperienza imprenditoriale di Guido Mengoni, AD di Mirror, che ha riportato il confronto sulla chiarezza degli obiettivi da porsi in azienda: l’IA diventa in quest’ottica uno strumento importante, che deve però sostenere la ragione d’essere del progetto. Da questo punto di vista, i finanziamenti permettono anche di sperimentare, sbagliare e migliorare, per raggiungere quegli stessi obiettivi. Un obiettivo chiaro, ha aggiunto, consente inoltre di presentarsi alle banche sapendo esattamente cosa chiedere, aumentando le probabilità di una risposta positiva.
Nelle considerazioni conclusive della mattinata, Laura Sparavigna, assessora del Comune di Firenze, ha affrontato il rapporto tra regole, competitività e sovranità dei dati. La sfida per PMI, botteghe e grandi aziende è governare il cambiamento preservando la qualità del servizio e la cura del rapporto diretto, affinché la trasformazione produca benefici reali nei territori.
I laboratori pomeridiani
Nel pomeriggio, i tavoli di lavoro dedicati a intelligenza artificiale, cybersecurity e finanza hanno trasformato i temi della mattina in un confronto concreto sulle esigenze operative delle imprese. Nel percorso sull’IA, i risultati di AI Pulse e AI Work Check e il position paper hanno offerto una base per discutere strumenti, competenze e modalità di adozione.
PMI, startup e grandi aziende di settori diversi, dall’attività motoria ai materassi smart fino alle botteghe artigiane, hanno portato sul piatto problemi ed esperienze concrete. Il confronto sui casi aziendali, tra cui NYOUS, STS Lab e IAD, ha alimentato l’interesse per nuove collaborazioni e per la possibilità di condividere competenze e prospettive. In particolare, IAD, piattaforma di formazione di cui è legale rappresentante Fabio Ghera, socio del CDTI, ha avviato e sta mettendo in campo progetti importanti con il Club su questo fronte.
Sono emerse la necessità di valutare gli strumenti prima di adottarli, l’importanza della formazione e la difficoltà di orientarsi tra le norme senza un supporto adeguato. Particolare attenzione è stata dedicata alla misurazione dell’avanzamento di un progetto innovativo, spesso carente: definire indicatori e verificare i progressi permette allora di capire quali effetti produce davvero e come correggere il tiro lungo il percorso.
Le conclusioni di Michele Trizza e Maria Pia Giovannini
Michele Trizza, per PromoFirenze, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze, ha richiamato le competenze necessarie per utilizzare bene gli incentivi pubblici alle imprese: amministrative, tecniche, fiscali e di gestione dei progetti. Ha quindi espresso l’impegno a raccogliere le esigenze emerse e rappresentarle alla Regione Toscana, per contribuire a migliorare il sistema degli incentivi, ridurre i tempi amministrativi e affrontare il bisogno di liquidità delle imprese durante l’attuazione dei progetti.
La presidente del CDTI, Maria Pia Giovannini, ha concluso indicando tre priorità del CDTI, presenti e future: il sostegno ai giovani attraverso le startup, il contributo dei professionisti provenienti dalla pubblica amministrazione come collegamento con le imprese e una maggiore partecipazione femminile in ambito STEM. L’auspicio è proseguire il lavoro in Toscana ed estendere il modello ad altre Camere di Commercio, trasferendo nella trasformazione digitale la cultura italiana dei distretti e delle filiere e dando alle imprese una voce unitaria nel confronto con le istituzioni.
Il fotoracconto della giornata è disponibile al link.