Due appuntamenti per approfondire tra IA, identità digitale, wallet ed Euro Digitale

Quanto costa davvero portare l’Intelligenza Artificiale dentro la Pubblica Amministrazione? E cosa cambia quando identità digitale, wallet europeo, Euro Digitale e sicurezza diventano pezzi fondamentali della cittadinanza digitale?

Sono domande urgenti, che coinvolgono il modo in cui cittadini, imprese e istituzioni useranno i servizi pubblici nei prossimi anni. È dentro questo scenario che si inserisce la partecipazione del CDTI – Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione ETS al FORUM PA 2026, con due appuntamenti dedicati a temi centrali per il futuro digitale del Paese: il costo e la sostenibilità dell’Intelligenza Artificiale nella PA e l’evoluzione dell’ecosistema dell’identità digitale, tra EUDI Wallet, Euro Digitale, sicurezza e fiducia.

Due confronti diversi, ma legati dalla stessa esigenza: spostare il dibattito dalla promessa dell’innovazione alle condizioni reali che permettono alla tecnologia di funzionare, essere affidabile e produrre benefici concreti per amministrazioni, cittadini e imprese.

Il costo dell’Intelligenza Artificiale nella PA

Il primo appuntamento, di mercoledì 10 giugno, è stato il workshop “Il costo dell’Intelligenza Artificiale nella PA”, realizzato da FPA in collaborazione con il CDTI.

Il confronto ha posto al centro una domanda che a prima vista può risultare scontata, ma che in realtà è decisiva: quanto costa davvero l’Intelligenza Artificiale alla Pubblica Amministrazione?

Una domanda che consente di andare oltre la narrazione dell’IA come strumento di automazione immediata e a costo quasi nullo, per affrontare invece il tema della sua reale sostenibilità economica, tecnica, organizzativa, normativa, etica e culturale.

L’Intelligenza Artificiale può certamente contribuire a generare valore pubblico, semplificare processi, migliorare servizi e supportare le decisioni. Per farlo, però, richiede condizioni precise: competenze adeguate, dati di qualità, infrastrutture solide, scelte di procurement consapevoli, governance, compliance e una chiara responsabilità nelle decisioni.

Il workshop ha offerto una lettura concreta dei costi da presidiare per evitare lock-in, sottofinanziamento, non conformità e adozioni episodiche, favorendo invece un modello di IA pubblica governabile, sostenibile, interoperabile e orientato ai risultati.

Per il CDTI ha moderato Vincenzo Santoro, Presidente della Commissione IA e sono intervenuti Rosamaria Barrese, Francesco Marinuzzi e Raffaele Schiavullo, soci CDTI, insieme a Cecilia Colasanti, Direttore Centrale per le tecnologie informatiche di Istat.

Maria Pia Giovannini, Presidente CDTI, ha concluso i lavori richiamando l’importanza di un approccio all’Intelligenza Artificiale capace di tenere insieme innovazione, responsabilità e valore pubblico.

Sempre nell’ambito di questa giornata, ricordiamo la premiazione delle socie Cecilia Colasanti e Anna Sappa, inserite tra le 50 professioniste premiate con il riconoscimento “Innovazione, Particolare Femminile”, promosso dal Comitato Strategico FPA per le Politiche di Genere: un riconoscimento prezioso della loro professionalità, del loro impegno e del contributo che continuano a offrire alla crescita alla cultura dell’innovazione del nostro Paese. A entrambe vanno le congratulazioni più sincere da parte di tutto il Club. 

Identità digitale, wallet, Euro Digitale e sicurezza

Il secondo appuntamento, di giovedì 11 giugno, è stato invece con il panel “Identità, Wallet, Euro Digitale e Sicurezza: cosa cambia per l’ecosistema Paese”, al quale il CDTI ha partecipato su invito dell’Associazione Nazionale Giovani Innovatori – ANGI.

L’incontro, moderato da Gabriele Ferrieri, Presidente di ANGI, ha riunito esperti provenienti dal mondo accademico, professionale e della trasformazione digitale per analizzare l’evoluzione normativa e tecnologica in corso, con particolare riferimento al regolamento eIDAS 2.0, all’introduzione dell’EUDI Wallet, all’IT Wallet, alle prospettive dell’Euro Digitale e alle implicazioni in materia di sicurezza informatica, protezione dei dati e fiducia digitale.

Per il CDTI sono intervenuti Maria Pia Giovannini, Presidente del CDTI; Alessandro Musumeci, Vice Presidente del CDTI, docente di Economia dell’Innovazione presso l’Università Internazionale di Roma – UNINT e docente di Analisi e Progettazione del Software presso la LUMSA; Gianluca Duretto, Executive Advisor sui temi dell’identità digitale, eIDAS 2.0 ed EUDI Wallet; Giovanni Manca, esperto di sicurezza informatica, identità digitale e dematerializzazione; Enrica Massella, consulente di trasformazione digitale; Alessandro Alessandroni, esperto di sistemi biometrici, tecnologie innovative e protezione dei dati.

Nel corso del dibattito sono stati approfonditi gli scenari che accompagneranno l’adozione dei nuovi strumenti europei di identità digitale e le opportunità che questi potranno offrire a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.

Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di coniugare innovazione, semplicità d’uso, sicurezza e tutela dei diritti digitali: elementi indispensabili per favorire la diffusione di servizi digitali affidabili, inclusivi e sostenibili, capaci di rafforzare la fiducia tra cittadini, organizzazioni e istituzioni.

La Presidente Maria Pia Giovannini e il Vice Presidente Alessandro Musumeci hanno richiamato l’attenzione sul ruolo delle istituzioni nel garantire autenticità, affidabilità e qualità dei dati che alimenteranno i nuovi ecosistemi digitali. L’introduzione dell’EUDI Wallet, dell’Euro Digitale e delle nuove tecnologie basate sull’identità digitale richiederà infatti non solo adeguamenti tecnologici, ma soprattutto una governance consapevole, capace di valutare correttamente i modelli di implementazione, presidiare gli aspetti di sicurezza e mitigare i rischi legati alla gestione delle identità, delle credenziali digitali e dei processi sempre più automatizzati.

I relatori hanno inoltre evidenziato come l’EUDI Wallet rappresenti un passaggio strategico verso la costruzione di un ecosistema digitale europeo interoperabile, nel quale cittadini e organizzazioni possano gestire in modo semplice e sicuro identità, attestazioni e credenziali digitali, favorendo nuove modalità di interazione tra pubblico e privato.

In definitiva, il confronto ha consentito di analizzare lo stato dell’arte delle iniziative in corso, valutandone i possibili impatti tecnologici, organizzativi ed economici, nonché le sfide che il sistema Paese sarà chiamato ad affrontare nei prossimi anni, come sottolineato dal Prof. Duretto.