A margine della seconda giornata degli Stati Generali della Salute Siena 2026, dedicata a Innovazione Digitale e Intelligenza Artificiale nella Sanità, Maria Pia Giovannini, Presidente del CDTI – Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione ETS, ha rilasciato un’intervista a EconomyUp in cui rilancia il vero nodo del Fascicolo Sanitario Elettronico e dell’ecosistema dei dati sanitari italiani: non tanto la maturità della tecnologia, quanto la capacità del sistema Paese di organizzarla, governarla e farla funzionare a vantaggio di cittadini e professionisti.

Il punto di partenza è netto. Gli Stati Generali, secondo Giovannini, “hanno mostrato con chiarezza che l’innovazione digitale non è un tema tecnico, ma un tema di sistema”. Le tecnologie ci sono — dal Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 all’intelligenza artificiale — ma da sole non bastano: «Senza organizzazione, governance e change management nessuna tecnologia produce valore».

Una strategia nazionale: cabina di regia, switch-off, interoperabilità

Perché il FSE e l’ecosistema dei dati sanitari funzionino davvero, sostiene la Presidente del CDTI, serve una strategia nazionale fondata su pilastri chiari.

Il primo è una cabina di regia unica, con responsabilità definite, capace di coordinare Regioni, Ministero, strutture sanitarie e fornitori. Il secondo è una programmazione certa, con date di switch-off nazionali e regole uniformi per l’interoperabilità dei sistemi. Su questo punto Giovannini è chiara: «In un Paese con 21 modelli organizzativi diversi l’innovazione isolata genera frammentazione, non progresso».

Il terzo pilastro, il più centrale, riguarda infine le persone: 

«Servono patti sindacali specifici per valorizzare competenze digitali e profili tecnici oggi insufficienti — sottolinea la Presidente — altrimenti nessuna piattaforma potrà essere realmente operativa». 

Il contributo del CDTI: dai tavoli di Siena a un’infrastruttura clinica nazionale

In questa cornice si inserisce il lavoro della Commissione Sanità Digitale del CDTI, che a Siena ha coordinato i tre tavoli pomeridiani su formazione al FSE, cure primarie e inclusività dei servizi digitali:

«Il CDTI – racconta Giovannini – ha voluto portare un contributo concreto: modelli organizzativi replicabili, proposte per la formazione di operatori e cittadini, indicazioni per trasformare il FSE in una vera infrastruttura clinica nazionale». 

In conclusione, l’obiettivo dovrebbe essere quello di una sanità digitale orientata al benessere sociale, non alla sola efficienza tecnico-economica: 

«La nostra missione è aiutare il sistema Paese a costruire una sanità digitale che funzioni davvero, che riduca le disuguaglianze e che metta al centro la relazione di cura».L’intervista completa di EconomyUp a Maria Pia Giovannini è disponibile al link.