Misurare l’impatto delle politiche pubbliche non è solo una questione tecnica, ma una scelta culturale.

Con la pubblicazione della “Valutazione di impatto di genere delle misure legislative e dei programmi di investimento ex-ante ed ex-post” UNI/PdR 180:2026, l’Italia si dota di uno strumento concreto per integrare la prospettiva di genere nei processi decisionali della Pubblica Amministrazione, rendendo finalmente valutabile ciò che finora è rimasto spesso sul piano delle intenzioni.

La nuova Prassi di Riferimento nasce dall’iniziativa della rete InclusioneDonna, che riunisce oltre 80 associazioni, tra cui il CDTI – Donne STEM, ed è stata sviluppata all’interno del Tavolo di lavoro “VIG – Valutazione di Impatto di Genere”, coordinato da UNI – Ente Italiano di Normazione.

Valutare l’Impatto di Genere

La UNI/PdR 180:2026 fornisce raccomandazioni e requisiti per l’adozione di indicatori prestazionali (KPI) dedicati alla Valutazione di Impatto di Genere (VIG), sia ex ante che ex post, applicabili a:

  • politiche pubbliche e misure legislative;
  • programmi di spesa e investimenti;
  • progetti finanziati con risorse pubbliche.

L’obiettivo è duplice: misurare l’impatto della spesa pubblica sulla crescita occupazionale femminile e favorire l’affidamento a imprese attente alla parità di genere, creando un dialogo strutturato tra domanda pubblica e un’offerta già oggi rappresentata da migliaia di organizzazioni certificate secondo la UNI/PdR 125:2022.

Un approccio che punta a garantire omogeneità, comparabilità e misurabilità dei risultati, rafforzando la capacità delle Pubbliche Amministrazioni di monitorare l’efficacia delle proprie politiche anche in ottica di gender budgeting.In sostanza, la UNI/PdR 180:2026 rappresenta un passaggio rilevante per la promozione di una cultura digitale inclusiva, nell’ottica di adottare strumenti che rendano le decisioni misurabili, trasparenti e responsabili. In questa direzione, la nuova Prassi di Riferimento segna un passo in avanti concreto.